La sezione aurea

Il numero aureo è una costante matematica indicata con la lettera greca φ e vale 1,6180339887…, con un valore approssimato a 1,62. Allo stesso modo, è detto rettangolo aureo quello in cui il rapporto tra lato lungo e lato corto è circa 1,62.

L’architettura greca, le chiese medioevali, i dipinti rinascimentali hanno utilizzato spesso la sezione aurea.

L’architetto romano Vitruvio, nel I secolo a.C., studiò le proporzioni ideali di un canone estetico, rilevando che l’altezza di una figura umana doveva risultare uguale all’apertura delle sue braccia, e che poteva essere inscritta in un cerchio.

Celebre è il disegno di Leonardo da Vinci, eseguito intorno al 1500, in cui l’uomo “vitruviano” viene inscritto in un quadrato e in un cerchio, rivelando i rapporti matematici presenti nelle proporzioni del corpo umano, e la corrispondenza tra macrocosmo e microcosmo.

Leonardo ha probabilmente utilizzato la sezione aurea anche in altre sue opere:  San Gerolamo, La Vergine delle Rocce, L’Annunciazione, la Testa di vecchio e la Gioconda o Monna Lisa.

Il matematico Luca Pacioli, considerato il fondatore della ragioneria, approfondì le applicazioni della sezione aurea in un trattato illustrato da Leonardo e stampato a Venezia nel 1509: la De Divina Proportione.

Nel XIX secolo, il pittore francese Georges Seurat utilizzò la proporzione aurea nei suoi dipinti, in particolare ne La parata del circo (1888).

Nel XX secolo, l’architetto svizzero Le Corbusier adottò la sezione aurea e la successione di Fibonacci per calcolare le proporzioni degli spazi, al fine di creare uno standard armonico e funzionale per la vita dell’uomo.