Giotto è stato un pittore e architetto toscano vissuto tra il XIII e il XIV secolo.
Il talento pittorico di Giotto fu confermato dal Vasari, il quale raccontò come Giotto fosse capace di disegnare una perfetta circonferenza a mano libera, senza usare il compasso: la famosa “O” di Giotto.
Dopo aver lavorato ad Assisi, Giotto fu chiamato a Padova, dove rimase tra il 1303 e il 1305.
Il suo capolavoro fu il ciclo di affreschi nella Cappella degli Scrovegni: le Storie di Anna e Gioacchino, di Maria, di Gesù, le Allegorie dei Vizi e delle Virtù e Il Giudizio Universale.
Nella cappella domina il blu intenso della volta che si ripete in ogni scena. L’uso dello stucco lucido per i finti marmi, l’inserimento di parti metalliche e tavole lignee nel muro, l’encausto nelle figure a finto rilievo sono accorgimenti volti dare maggior espressività all’ambientazione e ai personaggi.
Nel 1304 papa Benedetto XI promulgò un’indulgenza in favore di coloro che avessero visitato la Cappella. L’edificio, voluto dal banchiere Enrico Scrovegni, fu consacrato il 25 marzo 1305.

Presso la Basilica di Sant’Antonio, rimangono alcune opere di Giotto: i busti di sante nella Cappella delle Benedizioni e alcune scene nella Sala Capitolare (Stigmate di San Francesco, Martirio di Francescani a Ceuta, Crocifissione e Teste di Profeti).
Nel suo periodo padovano, Giotto lavorò anche al Palazzo della Ragione, tra piazza della Frutta e piazza delle Erbe, ma gli affreschi furono danneggiati da un incendio nel 1420.
Nel 2021 gli affreschi del Giotto sono stati dichiarati Patrimonio UNESCO come parte di Padova Urbs Picta, in considerazione dell’enorme influenza avuta nella storia della pittura.

