Intervista a Rousseau

“La più grande, la più importante, la più utile regola di tutta l’educazione? È non di guadagnare tempo, ma di perderne.”

Jean-Jacques Rousseau 

Jean-Jacques Rousseau nasce nel 1712 in Svizzera. Da giovane, si appassiona alla filosofia e alla politica. Nel suo celebre libro “Il Contratto Sociale”, sostiene che il governo dovrebbe derivare il potere dal consenso del popolo e che la sovranità risieda nella volontà generale. Questo concetto influenzerà profondamente il pensiero democratico moderno. Rousseau critica la disuguaglianza sociale e la corruzione morale della civiltà moderna, sottolineando l’importanza del ritorno alla natura e alla sincerità. Nei suoi scritti, come “Emilio, o dell’educazione”, propone un nuovo approccio all’educazione che mette l’accento sull’autonomia e sulla libertà individuale. Rousseau riflette anche sulle differenze tra ricchi e poveri, promuovendo l’idea di una società più giusta per tutti. Le sue idee hanno avuto un impatto duraturo sulla politica e sulla società, contribuendo a plasmare il pensiero moderno. Rousseau muore nel 1778, ma il suo lascito continua a influenzare generazioni successive.


Intervistatore: Buongiorno Rousseau, grazie per aver accettato questa intervista. Possiamo iniziare con una breve presentazione?

Rousseau: Certamente. Sono Jean-Jacques Rousseau, sono un filosofo molto famoso nato a Ginevra nel 1712. L’uomo è come una tabula rasa, buono per natura ma corrotto dalle idee errate della società. L’essere umano, per avere la libertà di agire come meglio crede, deve accettare il contratto sociale di un governo che non è perfetto ma è meglio di ciò che gli uomini potrebbero costruire da soli. Credo anche che le donne dovrebbero avere la parità di diritti rispetto agli uomini. La mia vita è stata fatta di tante cose, queste sono solo alcune.

Intervistatore: Cosa pensi della proprietà privata?

Rousseau: La legittima proprietà privata si ottiene quando l’uomo lavorando su un terreno o su un bene che non è stato pensato per l’uso di altri, ne fa il frutto del proprio lavoro. Non è allora legittima invece l’appropriazione di ciò che non è stato usato oppure quello di ciò che è stato pensato per l’uso di altri. Se uno ha lavorato della terra per un anno intero, l’ha coltivata, ha fatto crescere gli alberi e ha seminato, ha lavorato il suo campo e ha fatto crescere il suo grano, a me sembra che questo grano sia suo.

Intervistatore: Esiste Dio secondo te?

Rousseau: Non credo in un Dio personale che crei l’universo, che ha un piano per la storia dell’uomo, o che ama e castiga. Invece sono convinto dell’esistenza di una forza creatrice, una forza che si trova nell’uomo stesso e che gli permette di pensare e di provare empatia verso gli altri. Questa forza mi sembra un senso dello scopo nella vita che va al di là della società, questa forza che sentiamo in noi e questo scopo sono per me Dio.

Intervistatore: Cosa intendi con il concetto che la civiltà ci abbia reso più cattivi e meno felici?

Rousseau: Credo che la civiltà, nel senso di uno sviluppo della comprensione e dell’intelligenza umana, ci abbia reso più capaci di riconoscere la sofferenza degli altri e ci abbia reso più coscienti del nostro impatto sul mondo e sulla società. La condizione della civiltà, però, non ci ha reso automaticamente capaci di gestire meglio le nostre emozioni e le nostre azioni per rendere la società più equa e più umana. Una civiltà più avanzata ha delle responsabilità e dei doveri che noi dobbiamo ancora imparare a riconoscere e a mettere in pratica.

Intervistatore: Parlando dei tuoi colleghi illuministi, qua è la tua opinione su di loro?

Rousseau: I miei colleghi illuministi hanno portato un nuovo modo di vedere il mondo, cercando di rendere la società più equa e permettendo agli uomini di vivere liberamente. Sebbene non fossimo sempre d’accordo su tutto, rispetto il loro contributo al pensiero filosofico.

Intervistatore: Perché l’illuminismo si è sviluppato più in Francia che in Inghilterra?

Rousseau: In Francia l’illuminismo si è sviluppato in modo più profondo e radicale per diversi motivi. Il primo motivo è che il popolo francese era stufo del sistema delle classi e aveva deciso di lottare contro di esso, mentre in Inghilterra il sistema di classe era già più forte e ben radicato. Il secondo motivo è che la Francia era un paese che si stava appena risollevando dalla storia medievale e quindi la popolazione non era molto istruita e questo ha favorito un maggiore sviluppo dell’illuminismo.

Intervistatore: Molto interessante. E riguardo a Luigi XIV, qual è la tua opinione?

Rousseau: Ho una visione mista di Luigi XIV. Da un lato, ha cercato di riformare la società, ma dall’altro è stato un monarca autoritario che ha usato la forza per imporre la sua volontà.

Intervistatore: Passiamo alla tua visione sull’educazione. Quale pensi debba essere il ruolo della scuola nell’insegnamento di queste capacità?

Rousseau: Il ruolo della scuola dovrebbe essere quello di fornire un ambiente stimolante in cui i bambini possano esplorare le proprie passioni e sviluppare le loro abilità. La scuola dovrebbe essere un luogo in cui i bambini possano imparare a pensare in modo critico, a lavorare in gruppo e a risolvere i problemi in modo creativo. Dovrebbe essere un luogo in cui i bambini possano sentirsi al sicuro per esprimere le proprie idee e opinioni senza paura di essere giudicati.

Intervistatore: Interessante. E cosa intendi per essere educati?

Rousseau: Essere educati significa avere una mente aperta, essere in grado di pensare in modo indipendente, ma anche di ascoltare e comprendere le opinioni degli altri. Significa essere persone responsabili, oneste e capaci di agire secondo le proprie convinzioni.

Intervistatore: Cosa pensi dell’educazione dei bambini?

Rousseau: Penso che sia importante educare i bambini fin da piccoli in modo che imparino a usare la loro mente in modo indipendente, a pensare per sé stessi e a trovare le loro passioni. Non bisogna forzare i bambini a comportarsi o a pensare in un certo modo, perché questo può avere un impatto negativo sulla loro capacità di imparare. Piuttosto è importante dare spazio alla loro immaginazione e alla loro creatività, e permettere loro di fare esperienze che possano aiutarli a capire cosa vogliono e cosa li fa felici.

Intervistatore: Cosa pensi della scuola?

Rousseau: Una scuola dovrebbe formare individui indipendenti, capaci di pensare da soli e di prendersi cura di sé stessi senza dipendere dagli altri. Dovrebbe aiutare gli alunni a capire l’utilità dell’apprendimento. Dovrebbe anche aiutare gli alunni a sviluppare le loro capacità, a trovare quello in cui sono buoni e a coltivare le loro passioni. In parole povere la scuola dovrebbe essere un luogo per la libera crescita dell’individuo.

Intervistatore: Capisco. Passiamo alla questione dell’educazione sessuale a scuola. Sei a favore di includerla tra le materie di insegnamento?

Rousseau: Sì, credo che l’educazione sessuale sia importante per la salute e il benessere dei giovani e dovrebbe essere inclusa nelle materie di insegnamento.

Intervistatore: E cosa pensi dell’ora di religione a scuola?

Rousseau: Penso che sia importante che gli studenti conoscano le diverse religioni, ma l’ora di religione non dovrebbe essere usata per promuovere una particolare fede o dottrina.

Intervistatore: Che cosa pensi dei voti numerici per valutare gli studenti?

Rousseau: Credo che i voti numerici a scuola possano contribuire a creare competizione tra gli alunni. Inoltre, l’assegnazione dei voti numerici a volte può essere ingiusta e non sempre rispecchia la vera capacità degli alunni. Per questi motivi io non sono favorevole ai voti numerici a scuola, ma preferisco che gli stessi alunni vengano valutati in base a un sistema di feedback più completo e meno competitivo.

Intervistatore: Secondo te quali sono le discipline di studio più importanti per la vita di una persona?

Rousseau: Penso che le discipline di studio più importanti per la vita di una persona siano quelle che aiutano a sviluppare il pensiero critico, la capacità di comunicare in modo efficace e la capacità di risolvere i problemi. Queste discipline includono la filosofia, la storia, la matematica, le scienze e le lingue straniere. Inoltre, è importante imparare ad apprezzare le arti e la cultura, perché ciò aiuta a sviluppare la nostra comprensione del mondo e delle persone che ci circondano. Infine, è importante imparare a lavorare in gruppo e a collaborare con gli altri, perché questo ci aiuta a costruire relazioni significative e a realizzare i nostri progetti. 

Intervistatore: Cambiando argomento, come vedi il ruolo della politica nella risoluzione dei problemi sociali?

Rousseau: È attraverso la politica che possiamo creare le leggi e le politiche pubbliche necessarie per affrontare le diseguaglianze e promuovere il benessere di tutti i membri della società. La politica dovrebbe essere uno strumento per il cambiamento positivo, un modo per dare voce alle persone che altrimenti non sarebbero ascoltate e per proteggere i diritti di tutti i cittadini.

Intervistatore: Credi che il dibattito politico sia importante per il progresso sociale?

Rousseau: Assolutamente sì. Credo che un sano dibattito politico sia essenziale per far progredire la nostra società e creare condizioni politiche migliori per tutti. Il confronto delle idee e il confronto dei punti di vista sono fondamentali per trovare soluzioni ai problemi complessi che affrontiamo. Inoltre, il dibattito politico ci aiuta a mantenere vivi i valori democratici e a garantire che il potere politico sia esercitato nel rispetto dei principi di giustizia e uguaglianza.

Intervistatore: Quale è il futuro dell’umanità?

Rousseau: Il futuro dell’umanità è incerto, ma vedo una tendenza positiva verso il progresso. Noi saremo in grado di raggiungere una condizione sempre migliore, se riusciamo a ridurre le diseguaglianze, a rendere la società più inclusiva e a prendere delle azioni concrete per salvaguardare l’ambiente naturale. Credo anche che siamo in grado di trovare modi per rendere la tecnologia più al servizio dell’uomo, anziché usarne solo i lati negativi.

Intervistatore: Grazie mille per le tue risposte illuminanti, Rousseau. Con questo concludiamo l’intervista.

Rousseau: Grazie a te per l’opportunità di condividere le mie opinioni. È stato un piacere.