Alla fine del XIX secolo, lo scienziato tedesco Roentgen, conducendo studi sui raggi elettromagnetici, fece una scoperta sensazionale: poggiando la mano sotto un tubo catodico con gas rarefatti e sopra un foglio di carta cosparso di una sostanza fluorescente, vide le sue ossa proiettate sul foglio. Non sapendo come definire questi raggi, li chiamò raggi X.
In seguito, riuscì a salvare l’immagine usando una lastra fotografica.
I raggi X consentono di fotografare in bianco e nero lo scheletro ed eventuali corpi estranei al suo interno, e sono tuttora uno strumento essenziale per l’indagine medica.
Negli anni ’70 gli scienziati combinarono una macchina a raggi X con un computer, in modo da creare un’immagine a tre dimensioni degli organi interni.
Chiamarono questo dispositivo TAC: Tomografia Assiale Computerizzata.
Oggi la TAC ha un uso molto ampio perché consente ai medici di diagnosticare una grande varietà di patologie.

