La guerra del Vietnam

Dopo la Seconda Guerra Mondiale, il mondo era stato spartito in zone d’influenza da Stati Uniti e URSS.

Alla fine della guerra d’Indocina, combattuta contro l’occupazione francese, il Vietnam era stato diviso in due, lungo il 17° parallelo:

  • il Vietnam del Nord, governato dai Sovietici;

  • il Vietnam del Sud, sotto il controllo americano.

La guerra in Vietnam durò circa vent’anni, dal 1955 al 1975, e si svolse prevalentemente nel territorio meridionale del paese asiatico.

Nel 1961 il Presidente americano J.F. Kennedy si impegnò a sostenere l’indipendenza del Vietnam del Sud, minacciata dalla guerriglia dei Vietcong.

I Vietcong facevano parte del Fronte di Liberazione Nazionale, di ispirazione comunista, che voleva rovesciare il governo sudvietnamita e riunire le due parti.

Il coinvolgimento di tanti soldati americani, oltre mezzo milione nel 1969, provocò forti proteste e mobilitazioni negli Stati Uniti, in particolare al festival musicale di Woodstock: la guerra era vista dall’opinione pubblica americana come il tentativo di colonizzare un nuovo paese.

Nel 1973 il presidente Nixon ordinò il ritiro degli USA dal Vietnam.

Il conflitto finì nel 1975 con la caduta di Saigon e la riunificazione dei due paesi, dopo che il parte settentrionale aveva invaso quella meridionale.