L’Impressionismo

L’Impressionismo è un movimento pittorico francese nato intorno al 1860 a Parigi.

Il nome è riconducibile ad un quadro di Claude Monet, presentato nel 1872 e intitolato “Impression. Soleil Levant”.

In un’epoca in cui i pittori dipingevano nel proprio studio o atelier, gli impressionisti si distinsero per la loro pittura en plein air, all’aria aperta. Questa tecnica fu possibile anche grazie all’introduzione, nel 1859, dei tubetti di colore sintetico, del cavalletto da campagna e di tele più piccole.

L’impressionismo, come il realismo, si interessò alla rappresentazione di scene della vita quotidiana, paesaggi naturali e scenari cittadini.

Monet è considerato il fondatore del movimento, anche se non prese parte alle mostre impressioniste.

Nel 1874 riscosse grande successo una mostra con le opere di Cézanne, Degas, Manet, Pissarro, Sisley. Questa nuova estetica, lontana dall’arte accademica, venne accolta con entusiasmo.

Renoir produsse ben cinquemila tele, che rappresentavano lo svago della società parigina a fine ‘800.

Seurat ripropose ed esasperò la teoria del colore impressionista attraverso il puntinismo, che non mescolava i colori, ma li accostava in una miriade di puntini.

La maggior collezione di opere impressioniste è oggi conservata al Musée d’Orsay a Parigi.

L’Impressionismo ebbe grande influenza anche in Europa:

– in Belgio, Bruxelles divenne una delle capitali dell’arte moderna dopo aver ospitato Monet e Degas;

– in Italia, il movimento dei macchiaioli riprese la tecnica impressionista e la scelta dei soggetti, vale a dire la quotidianità nei paesaggi di campagna e della vita cittadina.