Colli Euganei: castelli, monasteri e conventi

Lozzo è stata di recente descritta come il luogo “dell’acqua, dei castelli e di un monte solitario”. Abitata sin dall’antichità, fu sede nel medioevo di fortificazioni: una si trovava a Lozzo e fu forse costruita poco prima del Mille in occasione della concessione del territorio al conte Inghelfrido Maltraversi da parte dell’Imperatore Ottone I.

Essa fu distrutta nel 1229 da Ezzelino da Romano e fu ricostruita dalla famiglia Da Lozzo, potente élite della corte dei Carrarese. Tale castello non si è conservato, come invece accadde a quello di Valbona.

Fortificazione più piccola, il Castello di Valbona fu inserito da Ubertino da Carrara nella prima metà del Trecento tra i baluardi di difesa del territorio della Padova Urbs Picta contro vicentini e veronesi. Divenne poi, in tempo di pace, residenza di lusso di nobili famiglie.

 

I Colli sono stati da sempre territorio di monasteri e conventi, come il monastero del Monte della Madonna, secondo per altezza dei Colli Euganei: esso è ricordato in un documento dal 1253 quando Wirixolo, mercante di fortuna, fece testamento chiedendo che una parte del suo patrimonio fosse donato alla sua morte alla chiesa di Santa Maria, allora curata dagli uomini di Rovolon e Carbonara.

I devoti si organizzarono nel tempo nella Confraternita della Madonna, chiedendo poi all’abbazia di Praglia di includere nelle proprie incombenze anche la cura di questo luogo. Il monastero fu ingrandito, anche utilizzando materiale di reimpiego come elementi di sculture antiche, conci di edifici precedenti e altri materiali.