Il calcolo aritmetico è un insieme di operazioni da effettuare per risolvere un problema matematico. Il calcoli semplici si possono fare a mente, quelli più complicati richiedono operazioni scritte o addirittura l’uso della calcolatrice elettronica.
Il termine calcolo deriva dal greco καλκολος, in latino calcŭlus, «pietruzza», «gettone per fare i conti»: nell’antichità si usavano infatti dei sassolini in terracotta (calculi) come contatori per registrare dati della vita quotidiana. I calculi più antichi risalgono alla metà del X millennio a.C.
In Mesopotamia l’uso dei calculi si lega alla nascita della scrittura cuneiforme: alcuni gettoni di argilla riportavano segni o piccole iscrizioni, e avevano forme diverse a seconda del valore che veniva loro attribuito.
I primi documenti sono registri contabili delle attività agricole e dell’allevamento.
La nascita delle città, nel Vicino Oriente, comportò uno sviluppo della attività artigianali e commerciali. L’uso dei calcoli si estese ai prodotti lavorati come olio, pane, lana, tessuti, vestiti, tappeti, metalli, gioielli e utensili.
I progressi della scrittura in Mesopotamia ed Egitto permisero di effettuare calcoli più complessi direttamente sui supporti scrittori, tavolette di argilla e fogli di papiro.
Oggi in statistica, finanza e ingegneria si usano tipi diversi di calcolo:
– calcolo infinitesimale;
– calcolo differenziale;
– calcolo integrale;
– calcolo vettoriale;
– calcolo delle probabilità;
– calcolo letterale.

