Euclide è stato uno dei più influenti matematici della storia.
Nato in Grecia nel IV secolo a.C., si occupò di matematica, ottica, astronomia, meccanica e musica. Tolomeo lo chiamò per questo al Museo di Alessandria, la massima istituzione culturale del mondo ellenistico.

Euclide formulò la prima rappresentazione organica della geometria in un’opera intitolata gli Elementi, un manuale che abbraccia tutta la matematica “elementare”, cioè l’aritmetica (la teoria dei numeri), la geometria sintetica (punti, linee, piani, cerchi e sfere) e l’algebra.
Nei tredici libri degli Elementi Euclide enuncia e dimostra ben 465 teoremi.
Il testo, di cui non abbiamo copie dirette, trovò una vasta diffusione dopo la traduzione medievale di Adelardo di Bath e grazie alla versione stampata a Venezia alla fine del XV secolo. Nel 1607 il gesuita Matteo Ricci tradusse l’opera in lingua cinese.
Gli Elementi sono stati i testi principali per l’insegnamento della geometria fino al XX secolo.

