Prima della scoperta dell’America da parte degli esploratori europei, il continente era abitato da popoli diversi e civiltà avanzate: in America centrale, dominavano Aztechi e Maya; lungo la Cordigliera delle Ande, gli Inca.
Gli Aztechi, chiamati anche Mexicas, si erano insediati in Mesoamerica nel XIV secolo; la loro capitale Tenochtitlàn era, all’epoca, una delle città più popolose al mondo.
Le città azteche erano ricche di grandi edifici e palazzi; in alcuni templi si praticavano anche sacrifici umani, in omaggio alle divinità.
Il loro impero fu distrutto all’inizio del XVI secolo dai conquistadores spagnoli, guidati ha Hernan Cortés.

I Maya occupavano la penisola dello Yucatan, tra Messico meridionale e Guatemala.
Gli spagnoli furono stupiti, al primo contatto, dalle loro opere architettoniche, in particolare le piramidi, e dalle loro conoscenze matematiche e astronomiche.
I Maya furono l’unica civiltà precolombiana a sviluppare una scrittura complessa.
La loro alimentazione era basata su mais, fagioli, zucche e peperoncini, tutti prodotti che sarebbero stati poi coltivati e consumati anche in Europa.
La conquista spagnola provocò la distruzione di parte della loro cultura, ma molte comunità maya conservarono le loro tradizioni: la dieta mesoamericana è ancora a base di mais e fagioli; la tessitura, la ceramica e la lavorazione dei vimini sono ancora praticate; il calendario rituale Tzolkin è in uso nelle comunità maya negli altopiani del Guatemala e del Chiapas; la lingua maya è tuttora parlata da milioni di persone.

L’impero Inca si consolidò sull’altopiano andino tra il XII e XVI secolo; la capitale era Cuzco, nell’attuale Perù.
Le Ande costituiscono una catena montuosa segnata da profonde vallate e torrenti impetuosi.
Gli Inca, per attraversare il territorio, costruirono ponti sospesi costituiti da funi robuste in fibra di agave, che sostenevano passerelle di legno o canapa.
L’architettura inca è un mistero, in quanto molti centri vennero costruiti ad una altitudine di oltre 2500 metri: è il caso di Macchu Picchu, la città fortezza famosa per le sofisticate mura a secco formate da enormi blocchi di pietra.

Gli inca, per comunicare nel vasto impero, avevano organizzato una rete di staffette umane o corrieri chiamati chaski, che consegnavano cibo, oggetti o messaggi cifrati, grazie ad un ingegnoso sistema di cordicelle annodate chiamate quipu.

Gli Inca erano esperti nella lavorazione dell’oro e dell’argento, ma non conoscevano il ferro.
L’arrivo degli spagnoli di Pizarro, con un piccolo esercito dotato di cavalli, spade d’acciaio, armature e archibugi, portò alla resa degli Inca, il cui capo Atahualpa venne giustiziato nel 1933.

