Dal papiro alla carta

Il papiro

Il papiro è una pianta acquatica molto diffusa in Egitto, soprattutto nel delta del Nilo.

La carta ricavata dal papiro rappresentò una rivoluzione nel campo della scrittura, perché leggera, chiara e pieghevole.

Il papiro egiziano veniva esportato in tutto il Mediterraneo e rimase il principale materiale di supporto alla scrittura per quasi quattro millenni, soppiantato solo nel Medioevo dalla carta.

Il nome stesso della carta in alcune lingue europee richiama quello del papiro: paper in inglese, papier in francese, papel in spagnolo.

 

La pergamena

La pergamena è una membrana ricavata dalla pelle non conciata di un animale, solitamente pecora, capra o vitello.

Il nome deriva dalla città di Pergamo, in Asia Minore, dove veniva utilizzata nel II secolo a.C. al posto del papiro. Il suo uso come supporto scrittorio proseguì fino al XIV secolo, quando venne sostituita dalla carta di canapa.

Nel mondo antico, peraltro, la pergamena non ebbe una grande diffusione, perché molto piò costosa e difficile da ottenere rispetto al papiro.

Proprio la scarsità di pergamene durante l’Alto Medioevo causò la distruzione di antichi manoscritti, che vennero raschiati per essere riutilizzati: questo tipo di pergamene furono chiamate palinsesti, che in greco significava “raschiati di nuovo” .

 

La carta

La carta apparve per la prima volta in Cina nel II secolo d.C.

In Europa arrivò in seguito, portata dai mercanti arabi; i primi a produrla in Italia furono i maestri cartai di Fabriano, nella Marche.

La lavorazione prevedeva di mettere in ammollo dei filamenti di stracci, che venivano poi battuti fino a produrne una poltiglia. L’impasto veniva steso e pressato da un torchio fino ad ottenere un foglio sottile che veniva lasciato essiccare.

Oggi la carta viene prodotta a livello industriale con la cellulosa, un materiale che si ricava dal legno degli alberi.

Per salvare alberi e foreste, abbiamo iniziato ad utilizzare carta e cartone riciclati, sia per l’editoria che per gli imballaggi.