L’automobile

Per secoli l’uomo si è spostato a piedi o su mezzi trainati da animali, in particolare i cavalli.

Verso la fine del XVIII secolo il francese Cugnot costruì il primo veicolo a vapore.

Nel 1886 apparve la prima auto con motore a scoppio, progettata dall’ingegnere tedesco Karl Benz. Un altro tedesco, Nikolas Otto applicò il motore a quattro tempi.

Il cambio d’epoca è testimoniato ancor oggi dal fatto che, per convenzione, chiamiamo cavalli-motore (in inglese Horse Power) l’unità di potenza del propulsore di una vettura.

Tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo, sorsero grandi fabbriche di auto in America, Francia, Germania e Italia, con marchi tuttora noti: Ford, Peugeot, Citroen, Mercedes Benz, Fiat.

La Ford Model T fu la prima auto prodotta con il sistema della catena di montaggio: la standardizzazione del veicolo permise di applicare economie di scala, con notevoli risparmi per il produttore e per i consumatori.

Il motore a valvole laterali della Ford T

A partire dalla metà degli anni ’20, però, i clienti divennero più esigenti e Ford rischiò la bancarotta, schiacciata dai concorrenti.

L’auto divenne in poco tempo un prodotto di massa, come dimostra il nome tedesco Volkswagen, che significa “macchina del popolo”.

Negli ultimi anni, sulla spinta dell’americana Tesla e dei produttori cinesi, il settore automobilistico sta affrontando la transizione dal motore endotermico al motore elettrico.