La Francia di Luigi XIV

Nel XVII secolo, la Francia era uno degli stati più potenti e stabili d’Europa.

L’editto di Nantes del 1598 aveva chiuso le guerre di religione che per decenni avevano diviso il paese fra cattolici e protestanti; il declino della Spagna dopo la sconfitta della flotta navale nel 1588, aveva spostato il centro dei commerci da Siviglia alle piazze emergenti di Anversa e Amsterdam.

Luigi XIV di Borbone divenne re di Francia nel 1654. Nel corso del suo lungo regno, durato 72 anni, egli accentrò il potere, a scapito della nobiltà e del popolo: si fece chiamare “Roi Soleil” perché, come il Sole, si sentiva al centro dell’universo.

Fece costruire la Reggia di Versailles per allontanarsi da Parigi e dalla nobiltà che lo avversava; ma mentre a Versailles si viveva nel lusso, nella città e nelle campagne la gente faticava a sopravvivere.

Perseguitò e tolse la libertà di culto agli ugonotti, i francesi protestanti, che dovettero fuggire all’estero portando con sé anche molte ricchezze.

Il cardinale italiano Mazzarino, già consigliere del papa, venne convocato in Francia per occuparsi del regno. Nel 1648, per risanare il bilancio dello stato, egli bloccò gli stipendi dei funzionari di corte e tentò di tassare i membri della nobiltà e dell’alto clero, scatenando un movimento di protesta chiamato Fronda.

Nel 1661 Luigi XIV affidò al ministro Jean-Baptiste Colbert il compito di riformare l’amministrazione e il sistema fiscale del paese, al fine di ridurre il debito nazionale. Colbert promosse il commercio e l’industria francese, costringendo le imprese nazionali a produrre per lo Stato, in particolare le seterie di Lione, famose per la manifattura degli arazzi (Gobelins).

Le vetrerie di Saint Gobain, create nel 1665, dominarono il mercato del vetro soppiantando i concorrenti veneziani, grazie all’invenzione della colatura in vetro su tavola brevettata nel 1688.

Colbert incoraggiò l’immigrazione in Francia di artigiani e artisti da tutta Europa come vetrieri da Murano, fabbri dalla Svezia e carpentieri navali dai Paesi Bassi: in questo modo diminuì le importazioni e aumentò le esportazioni, migliorando il saldo del commercio con l’estero.

Fuori dall’Europa, l’impero coloniale francese si estese in America, Asia e Africa.

L’esploratore Cavelier de La Salle, nel 1682, chiamò Louisiana, in onore di Luigi XIV, l’area del bacino del fiume Mississippi. Questa regione, la Louisiana francese, sarà venduta da Napoleone agli Stati Uniti nel 1803 per 11 milioni di dollari.

Il Regno di Luigi XIV fu segnato da 32 anni di guerre, che rafforzarono l’esercito ma indebolirono le finanze e affamarono il popolo. Al momento del suo insediamento, la Francia era all’apice; quando morì invece, le casse dello stato erano vuote e la sua potenza in declino.