Le poste
L’uomo ha sempre tentato di comunicare a distanza, escogitando metodi sempre più sofisticati.
Nell’antico Egitto, i Faraoni rendevano pubblici i propri decreti inviando funzionari fino ai confini dello stato.
In Persia, nel VI secolo a.C., venne istituito un servizio di posta pubblica, con messaggeri che coprivano il vastissimo territorio grazie a 111 stazioni di smistamento, dotate di scuderie per cambiare i cavalli.
Nella Roma augustea il servizio postale era chiamato cursus publicus; secondo la Tavola Peutigeriana, la rete postale romana era formata da duecentomila chilometri di strade.

Nell’epoca moderna, con la nascita degli stati nazionali, i servizi postali vennero organizzati come monopoli statali, applicando sulle lettere il timbro e il francobollo.
La posta elettronica, inventata nel 1971 e diventata ormai di uso comune, sta soppiantando gradualmente il servizio postale tradizionale.
Il telegrafo
Agli inizi del 1800, gli sforzi di molti scienziati si concentrarono sui dispositivi elettrici.
Nel 1837 l’americano Samuel Morse brevettò il telegrafo, uno strumento dotato di un generatore elettrico ed un elettromagnete per ricevere i segnali. In poco tempo, vennero installate le prime linee telegrafiche con stazioni di ricezione e trasmissione.
Fino alla metà del XIX secolo il dispositivo aveva un tasto e poteva quindi solo inviare sequenze di punti e linee, chiamato codice Morse.

Nel 1855 Hughes inventò una tastiera con 28 tasti, tanti quanti le lettere dell’alfabeto inglese.

