Il quadrato magico è una sequenza di numeri interi contenuti in una tabella quadrata: i numeri devono essere tutti diversi e la loro somma in riga, colonna e diagonali, deve dare sempre lo stesso risultato.
In matematica, questa tabella è chiamata matrice quadrata.
I primi quadrati magici sono attestati in Cina sin nel IV secolo a.C.
Nel Medioevo i quadrati magici apparvero in Spagna nel XIII secolo, soprattutto in testi astronomici. Nello stesso secolo, il grammatico bizantino Manuele Moscopulo scrisse un trattato sui quadrati magici, che venne però pubblicato solo nel XVIII secolo.
[ Dettaglio di Melencolia I, di Albrecht Dürer ]
Nel 1514 di Albrecht Dürer, uno dei massimi esponenti della pittura rinascimentale, creò un’incisione contenente un quadrato magico di grande complessità.
Il quadrato magico di Villa Albani, risalente al 1766, è inciso sul marmo e riporta l’iscrizione “QVADRATUS MAXIMVS”.
Il quadrato magico di SATOR è diverso dagli altri, e rappresenta un enigma da due millenni.
Contiene cinque parole di cinque lettere, a formare la frase latina palindroma, vale a dire può essere letta in tutte le direzioni:
SATOR AREPO TENET OPERA ROTAS
Sator è l’aratore, il seminatore, il creatore;
Arepo è una parola latina sconosciuta;
Tenet significa “tiene”;
Opera è il lavoro;
Rotas significa “ruote”.
Una possibile interpretazione è “Dio regge le opere del creato “, ma le ipotesi formulate nel corso dei secoli sono infinite.
Le scoperte archeologiche hanno rivelato che il quadrato SATOR era conosciuto e diffuso in tutto l’Impero Romano: a Pompei, in Portogallo, Inghilterra, Ungheria, Siria.
Nel Medioevo apparve in molti amuleti e in una Bibbia manoscritta dell’anno 822.
La leggenda di questo quadrato magico è stata ripresa recentemente in un film del regista americano Christopher Nolan, intitolato Tenet.

